L'immagine mostra un macbook, un iphone e dei documenti su una scrivania.

Posizionamento sui Social Media: da dove comincio?

Alcuni giorni fa ero intenta a preparare un post su come impostare una strategia di social media marketing e content marketing su Instagram.

Mentre preparavo la scaletta con tutti i vari punti che avevo sperimentato personalmente e che quindi ritenevo utile condividere, mi si è accesa una lampadina: forse stavo tralasciando qualcosa di molto importante.

Rileggendo il punto “Posizionati su Instagram” ho pensato che potevo affrontare l’argomento in modo molto più ampio, fornendo uno schema che a mia volta avevo imparato dai professionisti della comunicazione.

Questo può essere un metodo valido da usare non solo per Instagram, ma anche per le altre piattaforme social e, più in generale, per chi si ritrova in quel un periodo della vita in cui… non sa proprio da dove cominciare (lavorativamente parlando). Si tratta di un articolo un po’ insolito, lo so, ma come sempre, spero possa esserti d’aiuto.

 

social media il posizionamento

 

Posizionamento: di cosa si tratta? 

 

Il posizionamento su un mercato o su un segmento di mercato è il punto in cui una persona va a posizionarsi con la sua professionalità, il suo business, il suo prodotto o il suo servizio, rispetto al mercato visto nel suo insieme più ampio e nella sua interezza.

Chi ha studiato economia storcerà il naso dopo aver letto questa definizione, ma alzo le mani: scrivo di concetti che ho studiato, ma che poi ho imparato e “modificato” di volta in volta sul campo, quindi non si tratta di definizioni accademiche o didascaliche.

Prendendo in esame una serie di elementi: il tuo business, il tuo target di riferimento, etc. quando vuoi vendere qualcosa, dalla tua professionalità ad un prodotto, non puoi rivolgerti a tutto il mercato. Per “tutto il mercato” si intende il luogo in cui si incontrano domanda e offerta, cioè concretamente, la gente che vende e la gente che compra.

Occorre selezionare e scegliere solo un segmento, una parte, più o meno grande, di questo mercato in cui si troverà anche il target che stiamo prendendo in considerazione.

 

Oceano Blu vs Oceano rosso 

 

La prima volta che ho sentito parlare di posizionamento all’interno di un mercato era durante una lezione di marketing in cui veniva spiegata la “Strategia Oceano Blu” presente nel libro scritto da W. Chan Kim e Renée Mauborgne. In poche parole, secondo i due autori, un’impresa può avere successo non tanto battendo i competitor ma, creando i cosiddetti “oceani blu”.

L’oceano blu è uno spazio di mercato inesplorato, che si distingue, invece, “dall’oceano rosso” che è ormai saturo, dove nuotano gli “squali” della concorrenza (metaforicamente, l’oceano diventa rosso perché sporcato dal sangue degli squali che si feriscono a vicenda).

Creare un oceano blu significa ripararsi dalla concorrenza e posizionarsi in uno spazio ad hoc incontaminato.

 

L' oceano blu

 

Facciamo un esempio concreto: se domani decidessi di entrare nel mercato del luxury mobile, quindi se volessi ipoteticamente vendere un cellulare iper-tecnologico con una fascia di prezzo medio-alta, dovrei pensarci molto attentamente.

A prescindere dal mio prodotto che potrebbe anche essere eccellente, magari prima di andare a scontrarmi con Apple, Samsung e Huawei valuterei se è veramente il caso di farlo. Sarebbe meglio non scontrarsi con questi giganti, almeno inizialmente.

 

Come trovo il mio Oceano blu?

 

Eh, la risposta purtroppo non è né facile, né automatica, né univoca e, soprattutto, va a scomodare interrogativi che non riguardano solo il business. Trovare e quindi andare a posizionarsi in un oceano blu, secondo me, presuppone 4 passaggi imprescindibili:

 

1. Conoscere se stessi, le proprio capacità e abilità spendibili, se necessario integrarle con formazione e pratica diretta sul campo;

 

2. Sviluppare prima un’idea e poi un business in linea sia con le proprie capacità che con le proprie passioni;

 

3. Conoscere il più possibile il target all’interno del mercato entro il quale pensi di posizionarti (ricordati che dopo una fase iniziale e obbligatoria di test questo può cambiare). Dai desideri, ai bisogni manifesti e inespressi, bisogna stilare una vera identikit del cliente tipo;

 

4. Se non si riesce a intercettare un oceano blu immediatamente, conoscere in modo dettagliato il mercato in cui ci si vuole andare ad inserire, partendo dalle competenze più richieste, alle professioni che vanno per la maggiore. Queste informazioni sono reperibili anche sul web, occorre però fare attenzione alle fonti per non perdersi nel mare magnum dei contenuti;

 

oceano blu

 

Detto questo, oggi ho deciso di concentrarmi sul primo di questi passaggi perché ritengo che sia uno tra i più importanti: conoscersi in modo autentico è la base da cui partire.

Questo può essere utile sia se decidi di lanciare un tuo progetto sul web e sui social media, sia quando ti proponi per un colloquio di lavoro.

 

 Γνῶθι σαυτόν – Conosci te stesso 

 

 

 

«Conosci te stesso», sosteneva Socrate, un uomo famoso per la sua saggezza.

Conoscere se stessi non è certo un’impresa facile, tutt’altro, spesso ci si impiega una vita o comunque, dato che chi eravamo ieri, chi siamo oggi e chi saremo domani sono tre persone differenti, il processo si complica ancora di più.

Non voglio prendere sottogamba questo argomento, ma preferisco in questa sede concentrarmi su come riconoscere quelli che al momento sono i tuoi punti di forza, i talenti e le competenze da sfruttare sia per lanciare un progetto online, sia per proporti autonomamente come professionista o candidarti per una posizione lavorativa.

Si tratta di un tema che mi sta molto a cuore soprattutto perché ritengo che la realizzazione personale e quindi la soddisfazione sia correlata con il riuscire a fare ogni giorno qualcosa in cui ti senti bravo, che ti appassiona, che abbia a che fare con i tuoi valori e con ciò che è significativo per te.

Ti faccio un esempio concreto, provato sulla mia pelle. Dopo essermi laureata, come sarà capitato a tanti altri, ho avuto una specie di crisi, non sapevo dove sbattere la testa, non avevo idea di cosa volessi fare. Tramite i social leggevo tonnellate di citazioni, tutte rimandavano più o meno allo stesso concetto: segui la tua passione.

 

“Segui la tua passione”

 

 

dubbi

 

 

Ora, di base il concetto non è sbagliato, il problema è che la passione da sola non basta. In quel periodo non so perché, memore delle serate passate a divertirmi con il “Canta tu” , mi ero fissata con il fatto di voler cantare. Sono passata subito all’azione iscrivendomi a scuola di canto, ho iniziato a studiare solfeggio, ho preso lezioni di piano, insomma la buona volontà c’era. Cosa mancava?

Senza dubbio, il talento e anche l’orecchio, cioè la capacità di ascoltare, riprodurre suoni e capire quando i suoni prodotti fossero simili a quelli ascoltati.

Infatti, se è vero che grazie alle lezioni si può migliorare, è altrettanto vero che quando vogliamo fare della nostra passione un lavoro, delle predisposizioni naturali sono necessarie. Nel mio caso questa predisposizione io credo di averla nella scrittura.

 

Il confronto con la realtà: quando la tua passione non basta

 

Finché ho preso delle lezioni private diciamo che non mi rendevo effettivamente conto del mio livello. Quando poi ho iniziato a confrontarmi con alcuni colleghi la situazione per me diventò frustrante: rispetto a loro riuscivo a prendere pochissime note, ci mettevo il triplo a raggiungere un’ottava e, per quanto ci fossero dei miglioramenti,  il tutto stava diventando tanta fatica e poca soddisfazione, anche a distanza di tempo. Così ho deciso di non proseguire.

 

studio

 

Ho fatto questo discorso partendo da una mia esperienza, ma ci possono essere tanti esempi: pensiamo a chi vuole fare il calciatore, ma non ha la predisposizione fisica, il piede o il talento necessari.

Ad ogni modo, io sono davvero felice di essermi messa alla prova e di aver sperimentato questa mia passione perché ciò mi ha spinto a pormi due interrogativi fondamentali:

 

1. Perché volevo così disperatamente fare la cantate?

 

2. Appurato che non avevo il talento per trasformare questa passione in un lavoro, quali erano, invece, le mie inclinazioni naturali, le mie competenze sulle quali avrei potuto puntare? (Sottolineando che anche un talento naturale o una qualsiasi competenza va comunque allenata con costanza).

 

La ricerca dei valori e delle competenze

 

 

La ricerca dei valori, la foto raffigura un'esploratrice

 

Questi due interrogativi sono stati fondamentali per me perché mi hanno spinto a darmi delle risposte e non a fermarmi sulla classica frase motivazionale: “Segui la tua passione”, perché la sola passione non ti porterà da nessuna parte, per quanto rappresenti una componente fondamentale.

La passione non solo è una componente centrale, ma può diventare un “indicatore” capace di darti una direzione per orientarti, tornando all’esempio di prima, una persona che ama il calcio, non per forza deve fare il calciatore. Esistono diversi mestieri altrettanto validi che ruotano intorno a questo sport, si tratta di incastrare nel modo più efficiente possibile le nostre caratteristiche e inclinazioni personali con i requisiti che una professione richiede.

Durante le mie ricerche, ho trovato un metodo valido per rispondere a questi interrogativi. Ne hanno parlato in tanti e linkerò alla fine dell’articolo le varie fonti, ma intanto ti anticipo che si tratta di fare una sintesi e di trovare un punto di intersezione tra 3 insiemi.

 

L’esercizio dei 3 insiemi utile per il posizionamento 

 

 

carta e penna

 

Ora prendi carta e penna e disegna tre cerchi:

1. In un primo insieme scrivi in cosa sei bravo: dalle tue inclinazioni naturali nel fare qualcosa, alle competenze che hai costruito nel tempo, magari anche all’università e tutti quelli che ritieni essere i tuoi talenti o anche ciò per cui ti hanno sempre fatto dei complimenti.

2. In un secondo insieme segna una ad una le tue passioni: cosa ti piace fare, cosa segui, quali personaggi ammiri o prendi come esempio ciò che non smetteresti mai di fare dalla mattina alla sera che ti fa sentire perennemente contento e in fibrillazione. Non solo, scrivi anche ciò che per te è di valore, è significativo, senza il quale non potresti stare.

3. In un terzo insieme trascrivi tutto ciò che richiede il mercato odierno: quali sono le competenze e le professioni che oggi vanno per la maggiore, quali campi si stanno sviluppando, chi sono le aziende più importanti e verso quali direzioni si stanno muovendo. Per compilare questo insieme è necessario fare delle ricerche, ma è uno step che non si può saltare.

Una volta che avrai davanti a te questo schema, il tuo compito sarà quello di trovare un punto di intersezione tra questi 3 insiemi, da lì potrai partire per sviluppare un progetto che poi andrà promosso sui canali di comunicazione che sceglierai.

 

scrivere

 

L’intersezione dei miei 3 insiemi

 

Io ho sempre avuto una propensione naturale per la scrittura e, anche se non scrivevo ancora per lavoro, mi rendevo conto che non passavano più di due giorni senza che io scrivessi, anche semplicemente in un taccuino per mettere in ordine i pensieri.

Sono laureata in Scienze della Comunicazione e mi piace tantissimo comunicare, credo nel valore di una comunicazione che possa portare un beneficio nella vita degli altri. Basta poco: magari riuscendo a trasmettere un consiglio utile, capace di ispirare qualcuno o di farlo divertire, si può migliorare, anche se per poco, la sua giornata.

Ciò che mi piaceva del canto era proprio questa capacità di emozionare e di aiutare, ma lo stesso risultato ho capito che lo si poteva ottenere anche scrivendo una frase, senza bisogno di metterla in musica.

Per me non c’è mai stata soddisfazione più bella di una persona, a volte anche semi-sconosciuta, che mi diceva: “Grazie per quello che hai scritto, mi ha emozionato”.Oppure: “Mi ha aiutato”.

Tutto ciò, messo in relazione al mercato del lavoro, mi ha fatto scoprire e approfondire professioni nuove come quelle legate al social media marketing e al content marketing, ma anche lavori che si stavano rinnovando e arricchendo come quella del copywriter.

 

Posizionamento e IKIGAI

 

 

Alcuni di questi concetti sono racchiusi nel termine giapponese "Ikigai". Nella foto il libro di Bettina Lemke che consiglio.
Alcuni di questi concetti sono racchiusi nel termine giapponese “Ikigai”. Nella foto il libro di Bettina Lemke, una lettura che consiglio vivamente. 

Condividendo sui social media, giorno dopo giorno, ciò che imparavo nei libri, nei corsi etc. e grazie a diverse persone che ho incontrato e che hanno deciso, sulla base dei miei contenuti, di darmi fiducia, ho iniziato a fare le prime esperienze lavorative e ad oggi posso dire di essere felice.

A volte mi assalgono ancora dubbi e incertezze, ma di base, avendo chiaro ciò che per me ha valore e ciò su cui posso davvero avere un vantaggio competitivo, è molto più semplice non farsi scoraggiare e distogliere dagli obiettivi prefissati.

Detto ciò comunque non è un processo facile e, soprattutto, richiede del tempo, ma ne vale la pena perché poi da lì si può veramente partire e creare qualcosa di meraviglioso, per se stessi ma anche per gli altri.

 

"La trappola della felicità" di Russ Harris
“La trappola della felicità” di Russ Harris è un altro testo che tratta argomenti simili, davvero interessante.

 

E ora… pianifica la tua strategia di social media marketing! 

 

Una volta che avrai chiarito questi concetti, pianificare una strategia di social media e content marketing non dico che ti verrà in automatico, ma sarà sicuramente più facile e più autentico. L’autenticità nella vita, nel web e nei social media è l’unico modo per guadagnare onestamente la fiducia di chi ti segue.

Inoltre, se troverai l’intersezione perfetta tra: ciò in cui sei bravo, ciò che ti appassiona e ciò che il mercato richiede, sarai tu stesso il primo a sapere di cosa ti piacerebbe parlare all’interno dei social media o che tipo di progetto vorrai lanciare. Quest’ultimo  potrà essere di tipo imprenditoriale come la vendita di un prodotto o l’offerta di un servizio, ma anche no-profit, dipende da te.

Magari potrai aver bisogno di un professionista che ti aiuti nel capire i meccanismi delle piattaforme social o che ti accompagni nella creazione di un calendario editoriale, ma di base saprai già verso che direzione orientarti.

Quindi, per concludere e rispondere alla domanda del titolo di questo articolo, per posizionarsi e lanciare un progetto all’interno dei social media, da dove si comincia?

Si comincia da te stesso, sempre. Mi auguro che questi consigli possano esserti utili per pianificare contenuti efficaci da condividere sulle tue piattaforme social preferite. Per altri suggerimenti continua a seguire il viaggio attraverso le narrazioni e condividi il tuo percorso!

 

L'immagine raffigura una strada che indica simbolicamente il percorso da seguire per conoscere se stessi

 

Bibliografia e Sitografia 

“Crush it!” – “Buttati!”, Gary Vaynerchuk, Sperling & Kupfer, 2010;

Ikigai”, Bettina Lemke, Giunti, 2017;

“La trappola della felicità”, Russ Harris, Erickson, 2010;

“Il codice Montemagno”, Marco Montemagno, Mondadori, 2017;

“Strategia Oceano Blu” ,W. Chan Kim e Renée Mauborgne, Rizzoli Etas, 2015;

“How to Find Your Purpose, Jay Shetty on Impact Theory”, Tom Bilyeu, Youtube, 20 Febbraio 2018;

“La tua passione può diventare un BUSINESS?”Dario Vignali, Youtube, 30 Marzo 2019;

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